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Il Saggio Lin Tzu

Dal mese di marzo troverete nelle nostre Nynda News un consiglio, una frase, un detto del Maestro Lin Tzu. L’incontro con questo Maestro risale ad alcuni anni fa. Una delle nostre prime conversazioni ha avuto come oggetto di riflessione una tazza di tè e il fluire del tempo, che per noi sembra sempre scorrere troppo in fretta. La sua filosofia di vita ci accompagna, in quanto è essenziale, semplice e rivolta a trovare un modo nuovo e pacifico per vivere con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente animato e inanimato che ci circonda.
Abbiamo scelto di celare il vero nome del Maestro: come egli stesso ha detto più volte, non è importante il messaggero quanto il messaggio.
Di seguito riportiamo un passo tratto dalla sua biografia:

“[…] Giovane era la sua età e i suoi occhi pieni di meraviglia per le cose del mondo. Ogni suono catturava i suoi sensi e si dice che egli parlasse con il vento. In realtà, lui preferisce dire che ascoltava ciò che il vento aveva da dirgli. Era in comunione con la natura, in perfetto silenzio poteva parlare con lei attraverso il tatto. […]
Se il tempo passò nella futilità, non è dato a noi deciderlo. Le cose della vita riempiono sempre gli spazi che lasciamo liberi da noi stessi. Fu portato lontano da sé, fu un uomo del suo tempo, lasciando che questo scorresse nelle preoccupazioni quotidiane. […]
Eppure c’era qualcosa che gli impediva di essere quieto. Qualcosa dentro di sé era in costante ribellione contro quel suo vivere che pure sembrava ben inquadrato, ben costruito, ben finalizzato. Qualcosa che gli sussurrava che stava mancando ciò che era davvero importante e non gli dava tregua. […]
Il posto era isolato e lontano da ogni rumore umano. Era immerso nel verde più intenso, era un paradiso per gli occhi e dava riposo alla sua mente inquieta. Lentamente la vita che aveva vissuto fino ad un istante prima scompariva, soppiantata da una nuova realtà, fatta di gesti lenti, di rituali misurati, di lunghi istante in cui era sé, semplicemente. Il vuoto lasciato dalla sua esistenza di prima si andava riempiendo di una consapevolezza nuova o semplicemente ritrovata. Ascoltava. […]
Fu una brezza a scuoterlo e a far cadere dalle sue mani la tazza di tè che andava assaporando. Una brezza che arrivò a toccarlo. Egli sentì. E comprese di essere egli stesso quella brezza, che usciva attraverso il suo respiro. E comprese di essere anche quell’infuso chiaro che andava a formare una chiazza ai suoi piedi. […]
Era tornato nuovamente nel mondo, ma i suoi occhi erano diversi. Cambiava il suo spazio, lo concepiva come un integrarsi con le cose naturali, con i suoi tempi.”

Da “Non sapevo di essere Vento” di R.S.P

Il Maestro Lin Tzu ci ha concesso di riportare alcuni dei suoi consigli e riflessioni nelle nostre News e in queste pagine. Noi scegliamo di condividere con voi il suo messaggio, per un momento di raccoglimento o di discussione accompagnato da una tazza di tè.